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PRESENTATA LA FINANZIARIA 2005
Blocco del turnover. Vengono fissati rigidi paletti sulle nuove assunzioni. Eventuali incrementi di personale saranno permessi solo alle amministrazioni "virtuose", visto e considerato che "...sarà più difficile aumentare il personale con contratto a termine e trasformare i contratti di formazione lavoro in rapporti a tempo indeterminato." (il sole 24 ore del 30 settembre 2004)
Il messaggio sembra fatto apposta per i dottori Picardi e Imbucci.
Cari nostri datori di lavoro, tirate fuori le vostre virtù (chè noi le nostre le tiriamo fuori giorno per giorno) ed assumeteci a tempo indeterminato!
Noi, dal canto nostro, siamo pronti da subito a rinunciare ai ricchi incentivi previsti per "I dipendenti pubblici, compresi i docenti, potranno acquistare un pc usufruendo di prezzi scontati stabiliti dalle indagini di mercato della Consip", promesso!!!
DOTTOR IMBUCCI CI CONVOCHI CON URGENZA
I nostri anonimi lettori nonchè, presumiamo, colleghi rappresentano il loro precario stato mentale lasciandoci sibillini commenti in inglese. Si sbrighi a definire una volta per tutte le linee guida che porteranno alla definitiva stabilizzazione tutti i 1579 lavoratori precari attualmente alle dipendenze della Sua e nostra Agenzia se non vuoLe che il prossimo commento ci sia lasciato in aramaico da qualche ltd impossessato dal diavolo. Anche noi, come sicuramente Lei evincerà dalla lettura della presente, incominciamo a dare segni di gravi squilibri.
Post scriptum Il commento a cui facciamo riferimento è il seguente:
Assemblea Nazionale
Ltd Agenzia del Territorio
RINVIATA
ERA IL 14 SETTEMBRE 1998
(Riceviamo e pubblichiamo)
Il comune di Napoli emana un bando per la partecipazione a lavori di pubblica utilità. Saranno selezionati, previa presentazione della apposita domanda: architetti, ingegneri, geometri, geologi e avvocati, scrittori, poeti e magnacci, prostitute, contrabbandieri e ladri matricolati, santi, navigatori e scippatori, nullafacenti e cassintegrati. Napoli intera purchè disoccupata.
Una fiumana di gente si precipita agli uffici di collocamento. Il trentacinquesimo canto dell’inferno, quello inedito, in reality show. Telecamere quotidianamente posizionate, cronisti impavidi a sfidare con domande puerili gente folli, celerini e carabinieri in tenuta antisommossa distratti o impotenti.
Unodinoi neolaureato, neoabilitato, neoiscritto all’ordine, architetto a tutti gli effetti tenta per diversi giorni l’assalto all’agognato sportello ma desiste imperterrito in attesa dell’ultimo improcrastinabile giorno di presentazione.
Giovedì pomeriggio, giovedì santo della Pasqua di quell’anno; nessuno in processione, tutti in fila ma stavolta non ci si arrende, si lotta per difesa del proprio posto in fila con cento occhi in ogni direzione per freddare con lo sguardo prima, e con le parole poi se non dovesse bastar lo sguardo, i soliti furbi che tentano intrufolamenti e sorpassi vari. Una, due, tre… ma quante ore saranno passate?
Un percorso a labirinto per contenere la fila all’interno del cortile e consentire la chiusura esterna. Bisogna entrarci prima della chiusura.
Fatto, sono dentro, il primo passo è fatto, adesso si tratta solo di aspettare ed avanzar a piccoli passi all’ora ma avanzare.
Che eterogeneità, quanta gente che spinge ma lo sportello è lì, ormai ne ho pochi davanti, saranno una cinquantina non di più… quaranta… trenta… quindici… cinque, quattro, tre… cazzo com’è volata sta fila, a guardar le altre parallele posso proprio dirmi fortunato (io che sbaglio sempre fila)… ecco, speriamo che questa signora col figlio si sbrighi in fretta così consegno sta benedetta domanda e scappo via.
Magari, magari si sbrigasse in fretta… ma vaffanculo, ma perché fa storie? Oh nooo, qui ci scappa la sceneggiata, ma sentitela: "Ma che significa che mio figlio non ha diritto di partecipare? Mio figlio DEVE partecipare!!! Io non mi muovo, anzi noi non ci muoviamo… e chi sta dietro che si arrangi!!!"
Con un coltello tra i denti e fare guappesco si pone a braccia spalancate a difesa dello sportello: "di qua non si passa, che venissero pure le forze dell’ordine!"
Unodinoi, dottorino ormai, dimentico dei suoi trascorsi periferici è stanco, non ha voglia di aggredire come si conviene una vajassa del genere. Dà un’occhiata a destra e poi a sinistra… beh, a sinistra la fila vola e sta quasi per terminare.
Con un balzo da felino stanco, seguito dal séguito cambia fila e in un batter d’occhio è lì, allo sportello.
Io - ‘sera, ecco le domande compilate, il certificato di disoccupazione… tutto ok?
L'autorità - Dove abiti?
- (cazzo vuole mò questo…) C’è scritto sulla domanda, no?
- Abiti vicino? Ce la fai ad andare a casa e ritornare in un quarto d’ora?
- (è pazzo oppure ha bevuto…) Non la seguo, mi scusi...
- Serve il diploma, la copia del diploma. Ce la fai a portarmela in un quarto d’ora?
- Guardi che la copia del diploma non era richiesta nel bando…
- Ma tu, perché fai "questa" domanda di partecipazione?
- (ma fatti un po’ i cazzi tuoi) ma…
- Te lo dico perché, con i tuoi titoli, di fronte potresti consegnarne un’altra di domanda, per un posto molto più serio. Ufficio tecnico del Ministero delle finanze. Peccato perché oggi è l’ultimo giorno valido e tra un quarto d’ora l’ufficio chiude. Occorre la copia del diploma e… e… aspè, fa una cosa, passa allo sportello di fronte. Ci vediamo là tra un minuto… diciamo al collega che sei un mio parente, ci penso io.
- (ma chi me l’ha mandato questo?) boh…
Passo all’altro sportello distante una ventina di metri e odo il mormorio della gente che guarda lo sportello ormai privo del "mio parente".
- Generalità? Nome, cognome etc etc… titolo di studio? Sai usare il computer?
- (tentenno, c’era all’epoca idiosincrasia pura tra me e il pc) ma, veramente io…
- Sì, lo sai usare, e bene pure. Garantisco io. Barro così, meglio dichiarare così, fidati.
- Ma io…
- Non ti preoccupare, firma qui.
- E Il diploma, come facciamo col diploma?
- Buona Pasqua. Me lo porti dopo le feste. Chiedi di me e non ti preoccupare… Auguri.
- Anche a lei.
Boh, non c’ho capito nulla… corriamo a casa va.
Passò la primavera, l’estate, il mare a Sperlonga e a settembre ero pronto con la fatidica valigia di cartone per emigrare in quel di Milano. Studio di architettura, grandi sfide, ottime prospettive ma anche grossi problemi organizzativi. Mi veniva, e mi viene, difficile mollare casa ma avevo deciso di fare il cuore duro e volare.
Delle domande presentate in primavera e di altre presentate prima e dopo, nessuno sviluppo… Lavori saltuari e da schiavo (ma che se li facessero loro), sottopagato e senza prospettive. Tutto sembrava annichilire le mie speranze, non c’era posto per la fantasia, c’era solo da faticare da schiavetto sottopagato.
Tutto sembrava spingermi verso la Brianza velenosa senonchè il postino (evidentemente antileghista) un dì dei primi di settembre decise di consegnarmi una raccomandata… "La Sv è convocata presso gli uffici siti in via etc etc per seguire il corso propedeutico all’accesso al progetto interregionale "Catasto urbano"… durata contrattuale mesi 12."
Il corso iniziava il 14 settembre di quell'anno e da allora sono successe tante, troppe cose: alcune belle, alcune brutte e tante proroghe che hanno prolungato quel contratto fino ad oggi.
E’ la vita, la vita che si presenta sotto forma di file e anche Unodinoi a volte capita nella fila giusta… E se non avesse cambiato fila quel giovedì santo, chissà dove sarebbe adesso. Presume, sicuramente non qui.
Ma ora che qui ci sta intende rimanerci, a tutti i costi, a qualsiasi costo, consapevole del fatto che ha dimostrato più sensibilità, più umanità quell'impiegato dell'ufficio di collocamento in un minuto che l'amministrazione nel suo complesso in sei anni di sacrifici di tutti noi.
Uno di noi
18 settembre 2004 - ore 9,30
Assemblea Nazionale
Ltd Agenzia del Territorio
Sala convegni della Stazione marittima
Piazza Municipio - Napoli
Alcuni altri buoni motivi per partecipare oltre quelli esposti su www.ctlsu.it
Abbiamo notato in questi ultimi mesi un'involuzione dei dibattiti svolti internos sulla stabilizzazione. Dai diversi forum o siti, sindacali e non, oppure dalla semplici discussioni informali svolte tra noi lavoratori traspare una deviazione evidente: non si discute quasi più delle iniziative da intraprendere per "costringere" le parti in causa a definire una volta e per tutte la nostra stabilizzazione ma si tende sempre più a impantanarsi in sterili discussioni, a "tifare puerilmente" per questa o quella sigla sindacale, quasi come se il raggiungimento del prevalere della propria idea di sindacato fosse obiettivo superiore a quello stabilizzazione.
"Il mio sindacato si comporta meglio del tuo!";
"Tu che aspetti a cancellarti da quella sigla?";
"Dai forza alla mia sigla, passa con me.";
Sono queste le frasi che, noi supponiamo, tutti abbiamo sentito sempre più spesso negli ultimi tempi. Frasi pronunciate in modo tale da sottintendere, in maniera implicita o esplicita in qualche caso, il principio che non tutte le sigle sindacali abbiano come supremo obiettivo la difesa dei diritti dei lavoratori.
Noi, che ingenui abbiamo la presunzione di non sentirci, riteniamo che il pericolo di venir meno ai propri principi possa essere insito in tutti gli uomini e come tali anche nei rappresentanti sindacali. Ma noi pensiamo anche che i sindacati tutti debbano essare i semplici portatori della voce dei lavoratori e non viceversa e che nessuna legge, morale e materiale, vieterebbe ad un gruppo nutrito di lavoratori di manifestare comunque il proprio dissenso nel caso in cui sindacati e parte aziendale addivenissero ad un accordo non soddisfacente per i lavoratori stessi.
Fatta questa breve premessa, appare fondamentale la presenza di un numero elevato di lavoratori all'assemblea del 18 settembre prossimo. Lavoratori iscritti a tutte le sigle sindacali, nessuno escluso.
Fondamentale perchè occorre rinserrare i ranghi in questo periodo in cui gli stessi sindacati sembrano a loro volta spaccarsi (aspettare la legge finanziaria o proseguire con la proposta Imbucci?).
Fondamentale perchè occorre riconquistare un minimo di autonomia nella gestione della difesa dei nostri diritti che ci consenta (in caso di malaugurati accordi raggiunti tra sindacati ed agenzia per noi oggettivamente poco soddisfacenti) di intraprendere in maniera coordinata, e scevri dai condizionamenti dei sindacati, concrete iniziative tese alla stabilizzazione per tutti noi.
Fondamentale perchè prevalga in tutti noi l'idea che prima che iscritti a questo o a quel sindacato siamo tutti precari ed abbiamo tutti un unico obiettivo: la stabilizzazione nei ruoli dell'Agenzia del Territorio.
Fondamentale per affermare con forza il principio che nessuno di noi può permettersi di rischiare il proprio futuro attraverso un concorso aperto a molteplici potenziali concorrenti esterni.
Fondamentale per gridare ad alta voce la necessità di un concorso (Imbucci e i sindacati hanno paura di pronunciare questa parola. La gridiamo noi...) blindato nei fatti.
STAMANE A NAPOLI SI PARLAVA DI BLITZ...
Si ironizzava su un presunto imminente blitz antiassenteismo nei confronti dei lavoratori dell'Agenzia e intanto in Ossezia gruppi di militari e terroristi si fronteggiavano sprezzanti del pericolo (sic).
Rambi buoni e Rambi cattivi tutti a sparare, e siccome (a Napoli come nel resto del mondo) "o cane mozzeca 'o stracciato" ci sa che la peggio l'ha avuta, come al solito, la povera gente...

"Queste foto fanno orrore. Ma sono foto da guardare, con pietà e senso di responsabilità. La corsa di un volontario che cerca di salvare un bambino. Poi una madre, una nonna, due bimbi che piangono. E' il terrorismo globalizzato, è l'odio infinito. Sono foto da guerra mondiale, da campo di concentramento, da Vietnam. Non possiamo più far finta di niente, girare il volto dall'altra parte."
weblog Tipi sospesi
cambia url
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a
www.ltdterritorio.splinder.com
Vacanze finite. Mancano 120 giorni alla fine del contratto, 12 al nostro ennesimo anniversario e ci avviamo a trascorrere un altro autunno di stress, di obiettivi da raggiungere (quelli dell'Agenzia mica i nostri) senza aver in mano uno straccio di certezza per il nostro futuro.
Sigle sindacali non coese e strategie diverse, manco non dovessero difendere solo ed esclusivamente gli interessi dei lavoratori, in particolare dei più deboli.
In questo contesto gli unici coerenti sembriamo noi lavoratori perchè il pensiero nostro è e rimane: fate come cazzo vi pare (linea Imbucci o Legge finanziaria) ma stabilizzateci tutti!