



equilibri precari
forum Ltd
Ltd Territorio
precari del fisco
tecnici precari aT
www.ctlsu.it
oggi
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
APPUNTO
Se la norma è stata prodotta per stabilizzare noi, è il concorso che deve adeguarsi alle nostre esigenze e non noi alle sue, normali o eccezionali che siano!
E' quanto noi vogliamo evincere dalle parole del sottosegretario ai Beni culturali Marcucci espresse durante la riunione di oggi con le relative parti sindacali:
Marcucci ha detto apertamente che sarebbe disposto a seguire la strada concorsuale soltanto se vi fossero elementi di certezza politica da tradurre in regolamento concorsuale che garantiscano l'applicazione della "ratio" della norma che é volta alla stabilizzazione di "questo personale precario".
fonte forum cgil beni culturali
Sveeegliaaaaaaa...
Mentre da noi di dorme nonostante la sempre più imminente scadenza del 26 febbraio 2007 altre amministrazioni sembrano muoversi con una certa celerità. In che direzione, chissà?
Al Ministero dei beni culturali è prevista una riunione per il 26 p. v. tra il Sottosegretario Marcucci e le parti sindacali. Tema: Precari, dotazioni organiche, processi di riqualificazione, passaggi tra le aree.
Alla Protezione civile si è tenuta, il 20 u. s., una riunione avente per tema, tra gli altri: Centri Funzionali o Ordinanze di Protezione civile: stabilizzazione del personale precario: disamina del testo normativo da proporre in vista della Legge Finanziaria dello Stato per l'anno 2007... ivi (grazie a Comitato 3110)
E per noi, cosa si muove? Non esiste per noi un'anima buona che stia predisponendo un testo che preveda la nostra stabilizzazione diretta da inserire nella prossima finanziaria? Noo?
La nostra è un'esistenza precaria. Quella di alcuni lo è molto di più.
Per quanto possiamo comprendere le ragioni d'Israele noi siamo con gli altri... in questo momento, i libanesi.

ZIZOU SANTO SUBITO

Materazzi - Sei un precario del territorio e se vinciamo il mondiale ce lo dico a Schioppa che non ti faccio stabiliz...
Zizou - tiè!!!
Dpef - quasi quasi, si stava meglio quando si stava peggio! Quanto di seguito pubblicato è uno stralcio del Dpef 2007-2011 testè presentato dal Governo Prodi: buona lettura... Funzioni dello Stato e loro organizzazione (a pag. 135 del file pdf o 119 del cartaceo) La spesa pubblica destinata all’esercizio delle funzioni fondamentali dello Stato costituisce parte preponderante della spesa pubblica totale. Ma concepire un suo contenimento in termini di tetti o di riduzioni di costo del personale significa non cogliere il vero spazio che si offre alla politica di risanamento dei conti pubblici. Solo partendo dalle funzioni della Stato e concependone una architettura moderna, pienamente padrona delle nuove tecnologie, svincolata da schemi organizzativi oggi non più necessari è possibile alleggerire, con un unico processo, la struttura, il costo, il peso per il cittadino, delle pubbliche amministrazioni. Il contenimento della spesa deve divenire la risultante di una riforma del modo di esercizio delle funzioni – grandi e piccole – dell’apparato dello Stato.
Un progetto di riorganizzazione delle funzioni e degli apparati amministrativi pubblici può costituire il mezzo per migliorare l’esercizio delle funzioni, avvicinare lo Stato ai cittadini e alle imprese e per realizzare importanti economie di risorse.
Un progetto in tal senso deve essere concepito assumendo come elemento centrale l’attuazione dell’articolo 118 della Costituzione. Tale assunzione significa riprendere il filo del trasferimento ordinato di funzioni amministrative ai Comuni, nonché alle Provincie, alle Città metropolitane e alle regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
Una pubblica amministrazione efficace, snella ed efficiente nella sua struttura organizzativa é amica del cittadino e dell’impresa e si pone come fattore chiave dello sviluppo e della competitività del Paese. Nel mondo delle nuove tecnologie e della concorrenza internazionale le amministrazioni pubbliche vanno trasformate perché possano svolgere al meglio i propri compiti e ritrovare l’orgoglio della propria funzione; ne risulteranno anche un minor costo dei servizi resi e un contenimento della pubblica spesa. La valorizzazione delle risorse umane attraverso interventi tesi alla formazione e, nell’ambito dei rinnovi contrattuali, a nuove e più efficaci forme di riconoscimento del merito) e la riorganizzazione dei processi produttivi (ampliando la mobilità e sfruttando gli investimenti sinora compiuti nella direzione della modernizzazione tecnologica) sono gli elementi portanti di una strategia volta a rendere più moderno e più efficace il settore pubblico.
I problemi della giustizia in Italia, ad esempio, sono in larga misura legati alla soluzione di nessi organizzativi e gestionali. L’utilizzo efficiente delle risorse é la chiave di volta di un processo che va svolto sia attraverso la revisione degli assetti organizzativi degli apparati centrali e periferici del Ministero ed il coordinamento delle sedi giudiziarie sia attraverso intese e accordi con gli enti territoriali e con le Regioni, che valorizzino la sinergia tra risorse statali e risorse espresse dal territorio.
Una riorganizzazione del modo di svolgere le funzioni dello Stato può essere facilitata dal fatto che nei prossimi anni, cresceranno in maniera significativa i flussi di cessazione del personale per andata in pensione. E’ essenziale che tale fenomeno venga gestito accortamente per consentire contestualmente una profonda riorganizzazione dei processi, un contenimento della spesa complessiva, un ingresso di nuove professionalità nella pubblica amministrazione, una ripresa dei concorsi pubblici. Si attingerà sia all’esterno del settore pubblico sia a giovani da tempo operanti nelle amministrazioni ma ancora privi di un posto di ruolo. In questo contesto sarà possibile e necessario contenere il ricorso alle consulenze e alle collaborazioni, valutandone con adeguati meccanismi l’efficacia e il costo.
E’ dunque in un contesto di condivisione delle scelte e delle modalità di intervento, che verrà affrontato il problema dell’assetto complessivo della pubblica amministrazione. Nell’ambito di ciascuna istituzione, si dovranno individuare quel microfunzioni non essenziali che troppo spesso si traducono soltanto in un incremento dei costi. Tale disegno renderà possibile l’accorpamento, la razionalizzazione e la conseguente eliminazione di quegli organismi, enti e strutture che costituiscono, di fatto, una duplicazione di attività già esistenti o lo svolgimento di attività non più necessarie. Tutti i processi di trasferimento di funzioni fra istituzioni pubbliche, o verso il settore privato, o fra centro e periferia dovranno avvenire in un contesto di piena e certa sostenibilità economica. Con una prima immediata iniziativa il personale verrà prevalentemente riallocato alle funzioni essenziali, mentre verrà mantenuta una quota minima di addetti nei servizi di back office.
Sotto il profilo retributivo, per favorire il pieno instaurarsi della fase di sviluppo, in un contesto idoneo a consentire un ordinato svolgimento dei rinnovi contrattuali, appare comunque necessario rafforzare lo sforzo della moderazione salariale, nell’ambito della quale si dovranno individuare meccanismi premianti collegati a strumenti di valutazione e controllo di gestione ormai affinati da anni di sperimentazione. Il ricorso a questi strumenti potrà anche consentire la costruzione di percorsi di carriera che diano al personale della pubblica amministrazione un quadro di certezze e di adeguati incentivi.
Incontro Funzione Pubblica - Sindacati
Si è aperto oggi (ieri, nds), presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, il tavolo di concertazione con le Organizzazioni sindacali sul tema del precariato nel pubblico impiego. Con la riunione di oggi, quindi, iniziano le attività di concertazione con le parti sociali annunciate nei giorni scorsi dal ministro Luigi Nicolais.
Il tavolo ha concordato sulla necessità di appurare preliminarmente la dimensione quantitativa del fenomeno, anche attraverso l’individuazione delle diverse tipologie esistenti di lavoro non a tempo indeterminato.
Si è deciso, quindi, di far proseguire l’iniziativa avviata oggi con un'articolazione del tavolo in alcuni gruppi di lavoro, al fine di consentire una veloce e puntuale ricognizione dei dati, che tenga conto delle specificità rilevabili in ciascun comparto del pubblico impiego.
Il ministro Nicolais ha espresso la sua soddisfazione per l'avvio dell'iniziativa, che costituisce un ausilio indispensabile per una politica di stabilizzazione e di valorizzazione del personale pubblico, ed ha auspicato che in tempi brevi si arrivi alla definizione delle modalità e degli strumenti utili per incidere positivamente sul problema del precariato. funzionepubblica.it
L'uccellino di Del Piero, escluso da Lippi perché portava discordia nello spogliatoio, si è appollaiato per noi sulle spalle di qualche presente e ci riferisce ch'è stata avanzata l'ipotesi, sembrerebbe concreta, che già nel prossimo DPEF, che partorirà nei prossimi giorni, saranno contenute indicazioni relative alla questione precariato. Che dal tavolo è emersa una comune volontà di vedere inserite nella legge finanziaria, annunciata come al solito per la fine di settembre, le misure risolventi definitivamente le questioni del precariato nella pubblica amministrazione.
Altro, l'uccellino attapirato, non ci ha saputo dire.
I sindacati, che nell'era dell'informazione globale non aggiornano i loro vetusti siti neanche sotto l'effetto mundial, idem.
Pertanto: poco sappiamo e poco riportiamo però la domanda sorge spontanea: "Cari sindacati, soprattutto confederali, ma questa mancanza d'informazioni ai lavoratori che va al di là dell'ormai obsoleta affissione di volantini nelle bacheche degli uffici è voluta o è dovuta? Dovuta magari a semplice ignoranza del mezzo o ad ignoranza delle dinamiche moderne dell'informazione in genere?
In entrambi i casi, aggiornatevi per favore, fateci sapere!
Aggiornamento
Da fonte forum uilbac apprendiamo e divulghiamo che: "Quanto alle modalità di riassorbimento, la FP, rifacendosi al vincolo posto dall’art. 97 della Costituzione ed alle note* sentenze della Corte Costituzionale, ha posto il problema del concorso pubblico per l’accesso nei ruoli della pubblica amministrazione (con l’eccezione dei contratti di formazione lavoro)."
* Note sentenze un cazzo! Note per chi vuole conoscere solamente quelle che ci ammorbano l'esistenza con la necessità del concorso...
Noi, finché non troviamo qualcuno che ci spieghi per filo e per segno (noi siamo ignoranti in materia altro che professorini però, a differenza di altri, le domande ce e le poniamo!) perché non è applicabile a noi la 274/2003, la riproporremo fino alla noia così come chiederemo fino alla noia: perché ai colleghi della Protezione civile è stato consentito scavalcare l'articolo 97 della Costituzione e per noi non dovrebbe essere possibile!
Sentenza Corte Costituzionale 274/2003
La giurisprudenza di questa Corte ritiene che alla regola del pubblico concorso - quale metodo che, per l'accesso alla pubblica amministrazione, offre le migliori garanzie di selezione dei più capaci, in funzione dell'efficienza della stessa amministrazione (art. 97, comma 1, della Costituzione) - sia possibile apportare deroghe (come del resto ammette il terzo comma dell'art. 97) qualora ricorrano particolari situazioni che le rendano non irragionevoli (da ultimo, ordinanza n. 517 del 2002).
Ai fini di una valutazione di non irragionevolezza della disciplina in esame è rilevante considerare come essa riguardi l'inserimento in posti di ruolo di soggetti i quali si trovavano da tempo, nell'ambito dell'amministrazione regionale (o degli enti regionali), in una posizione di precarietà, perché assunti con contratto a termine o con la particolare qualificazione connessa alla figura degli addetti a lavori socialmente utili; e quindi verosimilmente avevano, nella precarietà, acquisito l'esperienza necessaria a far ritenere la stabilizzazione della loro posizione funzionale alle esigenze di buon andamento dell'amministrazione (art. 97, comma 1, della Costituzione).
Uno dei punti principali della riforma della pubblica amministrazione che il Ministro Nicolais si accinge a disegnare è il ringiovanimento del pubblico impiego. La strada per realizzarlo deve necessariamente passare per la stabilizzazione dei tanti giovani precari che da anni ormai offrono le proprie prestazioni nel pubblico impiego senza certezze sul proprio futuro, per la possibile abrogazione delle norme che prevedono la permanenza in servizio oltre i 67 anni e per la messa a punto di meccanismi di incentivazione che accelerino le uscite previste dal pensionamento naturale al fine di introdurre forze fresche. Questo è il pensiero del ministro ribadito nel corso di un'interrogazione alla camera sul piano di esodo incentivato per 300-400 mila pubblici dipendenti e di regolarizzazione di precari.
Un altro punto della riforma prevede il rilancio della formazione orientata soprattutto ''all'internazionalizzazione e all'informatizzazione''. ''Una sfida complessa - ha aggiunto il ministro – che non può prescindere dal dialogo con le organizzazioni sindacali e l'istituzione di 4 tavoli tecnici per l'elaborazione e confronto di un piano dettagliato. funzionepubblica.it
Convocate intanto le parti sindacli per un confronto sull'argomento il 5 luglio presso il Dipartimento della Funzione Pubblica. rdbcub.it