in memoria di
Pasquale Pellegrino


 
mercoledì, 29 novembre 2006

COSE CHE SUCCEDONO

Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata alla concussione i 9 dipendenti pubblici dell’Agenzia del Territorio, 7 dei quali sono stati raggiunti stamane da ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari mentre per altri tre è scattato un provvedimento di obbligo di dimora.

Le misure cautelari sono state disposte dal gip del Tribunale di Bari, Giuseppe De Benedictis su richiesta del procuratore aggiunto, Giuseppe Carabba. Nel corso dell’Operazione “Docfa” della Guardia di Finanza, oltre 300 militari del Nucleo Polizia Tributaria del Comando Provinciale di Bari, hanno eseguito su tutto il territorio della provincia, 10 ordinanze di custodia cautelare ed oltre 100 perquisizioni, nei confronti di soggetti (pubblici ufficiali e professionisti) indagati per associazione a delinquere finalizzata alla concussione. Le misure sono state disposte dalla locale autorità giuidiziaria al termine di complesse ed articolate indagini delegate alla Guardia di Finanza, nei confronti di una organizzazione criminale facente capo a pubblici ufficiali che con l’abuso sistematico dei loro poteri e la connivenza di liberi professionisti “pilotavano” lo snellimento delle pratiche del loro ufficio dietro pagamento di un compenso. Risultano indagati altri 17 pubblici ufficiali e 55 professionisti per i reati di corruzione, falso in atto pubblico e accesso abusivo ai sistemi informatici.

L’associazione a delinquere è stata contestata a 9 dei dipendenti pubblici. Gli altri indagati, cioè 17 dipendenti dell’Agenzia del territorio e 55 professionisti destinatari di avvisi di garanzia, sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di altri reati tra cui corruzione, falso in atto pubblico e accesso abusivo ai sistemi informatici. Le indagini, avviate nel maggio 2005, e condotte anche attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno interessato l’intera provincia di Bari e hanno documentato un abuso sistematico da parte di alcuni dipendenti dell’Ufficio provinciale di Bari dell’Agenzia del territorio che avrebbero dato origine e alimentato una vera e propria organizzazione che li vedeva costantemente impegnati nell’esecuzione, in proprio e a fine di lucro, di pratiche catastali apparentemente predisposte e prenotate da professionisti (geometri, ingegneri, architetti ecc.).

Questi ultimi, e per loro tramite, gli utenti privati, per eliminare qualsiasi tipo di accanimento burocratico nei loro confronti, erano costretti o indotti ad affidare, dietro compenso, le pratiche catastali agli stessi dipendenti del Catasto. Secondo quanto spiegato in una conferenza stampa dagli inquirenti e dal procuratore capo della Repubblica Emilio Marzano i dipendenti pubblici arrestati esercitavano di fatto una doppia attività, la seconda delle quali era remunerata secondo un ‘tariffario’, variabile in relazione all’importanza economica della pratica e all’entità del lavoro ed era finalizzata ad accelerare o a forzare le pratiche di accatastamento di loro interesse. A questo scopo si erano dotati di un stabile organizzazione professionale e di costose apparecchiature informatiche, queste ultime, paradossalmente, spesso non possedute neanche dai professionisti abilitati all’espletamento di questo tipo di pratiche.

Su molti documenti è stato utilizzato un timbro professionale del quale il legittimo proprietario, un geometra, aveva perso persino le tracce. Numerose pratiche di accatastamento sono, inoltre, risultate irregolari con attribuzioni di vendite inferiori. Cio’ determinava che evidenti vantaggi tributari, ad esempio per l’Ici e per le imposte sui redditi a favore dei clienti privilegiati dal rapporto illecito istituito da alcuni professionisti con dipendenti pubblici infedeli. In rilievo anche l’ulteriore attività di ‘visurista’ esercitata per fine di lucro dai dipendenti pubblici indagati. Essa consiste nell’effettuazione, per conto di privati professionisti, parenti e amici, di visure catastali ad ‘uso ufficio’ e quindi senza il pagamento dei relativi diritti previsti per legge con conseguente danno patrimoniale per lo Stato. Sono tuttora al vaglio degli inquirenti le posizioni di numerosi altri pubblici ufficiali e privati professionisti.

Fonti: notizie-online.it  lagazzettadelmezzogiorno.it

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domenica, 26 novembre 2006

Finanziaria: i lavori al Senato

I disegni di legge Finanziaria (ddl 1183, vedi il documento completo in formato pdf », 2,68 MB) e Bilancio (ddl 1184) verranno esaminati dalla 5a Commissione in sede referente fino al 9 dicembre, per passare poi al vaglio dell'Aula dal 12 al 21 dicembre (vedi la pagina dedicata ai testi della manovra »). E per consentire alla Commissione Bilancio l'esame della manovra l'Assemblea non terrà sedute dal 27 novembre al 9 dicembre.

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sabato, 25 novembre 2006

COMUNICATO UNITARIO CGIL CISL UIL

Roma, 24 novembre 2006

Nell’incontro odierno con l’On.le Grandi e i vertici dell’Agenzia del Territorio le OO.SS. hanno chiesto di intervenire ulteriormente sul testo di legge finanziaria 2007 per meglio chiarire il ruolo dell’Agenzia del Territorio nel nuovo sistema catastale costruito su due pilastri: lo Stato e il sistema delle autonomie locali, ruolo dell’Agenzia che si esplica anche in una funzione di sussidiarietà tramite le convenzioni con i Comuni.
Abbiamo inoltre chiesto con forza e determinazione che il decentramento del catasto non comporti l’esternalizzazione del servizio.
Le OO.SS. hanno chiesto inoltre un protocollo di intesa ed una cabina di regia per regolare la gestione del personale legato a questo processo.
Nell’ambito di una più generale lotta al lavoro precario, abbiamo rivendicato l’immediato avvio da parte dell’Agenzia del Territorio delle procedure per la stabilizzazione degli LTD.

Il confronto proseguirà nei prossimi giorni per definire le questioni poste.

Podda Tarelli Bosco

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domenica, 19 novembre 2006

E' L'ORA DI SAPERE

Cari Sindacati, Cara Agenzia del Territorio

La Camera dei Deputati ha approvato in data odierna il DDL 1746 bis così come emendato dal Governo stesso.
Stante così le cose, presupponendo che lo stesso DDL non subirà sostanziali modifiche al Senato, ve la sentite, ora e non a cose definitivamente fatte, di rassicurarci in merito alla tanta agognata nostra stabilizzazione nei ruoli dell'Agenzia?
Ve la sentite di affermare che essa avverrà in blocco, senza scaglionamenti nel tempo e senza mobilità?
Ve la sentite di affermare che essa avverrà nelle more di cui all'articolo 1 comma 247 della L. 266/05 e cioè al fine di assicurare con carattere di continuità la prosecuzione delle attività svolte dal personale precario scongiurando così ogni ipotesi di delocalizzazione immediata verso gli enti locali del personale suddetto?

Grazie...

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sabato, 18 novembre 2006

MAXIEMENDAMENTO

212. Per l'anno 2007, a valere sul fondo di cui al comma 96 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, i Corpi di polizia possono essere autorizzati ad effettuare assunzioni per un contingente complessivo di personale non superiore a 1.000 unità.

213. Per l'anno 2007 una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 212 è destinata alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive. Le amministrazioni continuano ad avvalersi del personale di cui al presente comma e prioritariamente del personale di cui all'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, in servizio al 31 dicembre 2006, nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione. Le assunzioni di cui al presente comma sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

214. Per l'anno 2007, per le specifiche esigenze degli enti di ricerca, è costituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito fondo, destinato alla stabilizzazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e personale impiegato in attività di ricerca in possesso dei requisiti temporali e di selezione di cui al comma 213, nonché all'assunzione dei vincitori di concorso con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro per l'anno 2007 e a 30 milioni di euro, a decorrere dall'anno 2008. All'utilizzo del predetto fondo si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni vigilanti, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

215. Le modalità di assunzione di cui al comma 213 trovano applicazione anche nei confronti del personale di cui all'articolo 1, commi da 237 a 242, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in possesso dei requisiti previsti dal comma 213, fermo restando il relativo onere a carico del fondo previsto dall'articolo 1, comma 251, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, fatto salvo per il restante personale quanto disposto dall'articolo 1, comma 249, della stessa legge n. 266 del 2005.

216. Al fine di potenziare l'attività di sorveglianza nelle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale, ai sensi dell'articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, il Corpo forestale dello Stato è autorizzato ad assumere, a decorrere dal 1o gennaio 2007, in deroga all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, 166 idonei non vincitori del concorso pubblico per 500 allievi agenti forestali svolto in attuazione dell'articolo 1, comma 2, della legge 27 marzo 2004, n. 77. Al relativo onere, pari a 2,2 milioni di euro per l'anno 2007 ed a 5,24 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 7, della legge 6 febbraio 2004, n. 36, relativamente ai fondi di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

217. Per gli anni 2008 e 2009 le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di polizia ed il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le agenzie, incluse le agenzie fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, gli enti pubblici non economici e gli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente. Il limite di cui al presente comma si applica anche alle assunzioni dei segretari comunali e provinciali nonché del personale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 25 della medesima legge n. 226 del 2004.

218. Per l'anno 2007, le vacanze organiche nei ruoli dei sovrintendenti e degli ispettori del Corpo di polizia penitenziaria di cui alla tabella A, allegata al decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, come sostituita dalla tabella F allegata al decreto legislativo 21 maggio 2000, n. 146, possono essere utilizzate per le assunzioni di agenti anche in eccedenza alla dotazione organica del ruolo degli agenti ed assistenti della predetta tabella F, mediante assunzione, a domanda, degli agenti ausiliari del Corpo di polizia penitenziaria, reclutati ai sensi dell'articolo 6 della legge 30 novembre 2000, n. 356, e dell'articolo 50 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, anche se cessati dal servizio nel limite di 500 unità e comunque, entro un limite di spesa annua di 15 milioni di euro a decorrere dall'anno 2007. Le conseguenti posizioni di soprannumero nel ruolo degli agenti ed assistenti sono riassorbite per effetto dei passaggi per qualunque causa del personale del predetto ruolo a quelli dei sovrintendenti e degli ispettori. Ferme restando le procedure di autorizzazione di cui al comma 228, con decreto del Ministro della giustizia sono definiti i requisiti e le modalità per le predette assunzioni, nonché i criteri per la formazione della relativa graduatoria e le modalità abbreviate del corso di formazione, anche in deroga agli articoli 6 e 7 del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443.

219. Le amministrazioni di cui al comma 217 possono altresì procedere, per gli anni 2008 e 2009, nel limite di un contingente di personale non dirigenziale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 40 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell'anno precedente, alla stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale, in possesso dei requisiti di cui al comma 213.

220. Per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza, per ciascuno degli anni 2008 e 2009, le amministrazioni di cui al comma 217 non interessate al processo di stabilizzazione previsto dai commi da 212 a 235, possono procedere ad ulteriori assunzioni, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, nel limite di un contingente complessivo di personale corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a regime. A tale fine è istituito un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze con uno stanziamento pari a 25 milioni di euro per l'anno 2008, a 100 milioni di euro per l'anno 2009 e a 150 milioni di euro a decorrere dall'anno 2010. Per ciascuno degli anni 2008 e 2009, nel limite di una spesa pari a 25 milioni di euro per ciascun anno iniziale e a 75 milioni di euro a regime, le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

221. Le procedure di conversione in rapporti di lavoro a tempo indeterminato dei contratti di formazione e lavoro prorogati ai sensi dell'articolo 1, comma 243, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, ovvero in essere alla data del 30 settembre 2006, possono essere attuate a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel limite dei posti disponibili in organico.

222. Per il triennio 2007-2009 le pubbliche amministrazioni indicate al comma 217, che procedono all'assunzione di personale a tempo determinato, nei limiti ed alle condizioni previsti dal comma 1-bis dell'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché dal comma 230 del presente articolo, nel bandire le relative prove selettive riservano una quota del 60 per cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio.

223. Al fine di potenziare l'azione di contrasto dell'evasione e dell'elusione fiscale, una quota parte, stabilita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, delle risorse previste per il finanziamento di specifici programmi di assunzione del personale dell'amministrazione economico-finanziaria, è destinata alle agenzie fiscali. Le modalità di reclutamento sono definite, anche in deroga ai limiti previsti dalle vigenti disposizioni, sentite le organizzazioni sindacali, ai sensi dell'articolo 2, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 dicembre 2005, n. 248.

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venerdì, 17 novembre 2006

Consiglio dei Ministri n. 23 del 16 novembre 2006

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

Il Consiglio dei Ministri, appositamente convocato per le 20,30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, Segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Enrico Letta, al fine di consentire il regolare svolgimento dell’iter parlamentare nonché il rispetto dei tempi previsti per l’esame sia da parte della Camera che del Senato, ha deciso di porre la questione di fiducia sul maxiemendamento al disegno di legge finanziaria 2007.

Consiglio dei ministri n.24 del 17 novembre 2006

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica:

Il Consiglio ha approvato i seguenti provvedimenti:

su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, Tommaso Padoa Schioppa:

- avvio della procedura per la conferma nell’incarico dei Direttori delle Agenzie fiscali arch. Elisabetta SPITZ (Demanio), dott. Mario Andrea GUAIANA (Dogane) e dott. Mario PICARDI (Territorio);

aggiornamento

FINANZIARIA, MAXIEMENDAMENTO DA 830 COMMI: DOMANI LA FIDUCIA

"Non si placano le polemiche alla Camera sulla Finanziaria. A far discutere oggi è il maxiemendamento di 830 commi presentato dal governo e su cui domani sarà posta la fiducia a Montecitorio. Nel primo pomeriggio la seduta della Camera è stata sospesa in attesa che si concluda il vaglio di ammissibilità del testo. I lavori riprenderanno alle 18. Ora si riunirà il Comitato dei nove che esaminerà il maxiemendamento."  tendenzeonline.info

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mercoledì, 15 novembre 2006

INTERVALLO

In attesa di sostanziali sviluppi alla Camera dei Deputati (ad ora fermi all'esame dell'articolo 16 della finanziaria) pariamo* e ci pubblicizziamo un po'  nel (facimme corne) malaugurato caso le cose non dovessero mettersi bene per noi...

AAA Rigattieri precari provetti offrensi
per recupero e riordino materiali altrimenti destinati al macero

Esempio di recupero numero 1

a) veneziana lacera oltre che lercia ripulita e messa in ordine colle proprie mani e abbondante versata d'olio di gomito altrimenti destinata al macero.
b) poltroncina blu ricomposta e ripulita utilizzando: razze, rotelle, braccioli, sedile e schienale provenienti da altre di medesima serie e modello altrimenti destinate alla discarica.
c) pezzo forte: scrivania in legno, lucida, come nuova, ricomposta utilizzando metodo di cui al punto b) recuperando piano, piedi e cassettiere da altre consimili già condannate ad una brutta fine.
d) Pc d'annata con monitor piccolino (ma a noi basta e avanza) ricomposto e ripulito come meglio non si potrebbe. Vabbè, l'audio e i lettori cd e floppy non funzionano ma va bene così.
e) poltroncina d'epoca per ospiti in legno massello, elegante e very chic e guai a chi ce la tocca.
f) mobiletto retro scrivania e piccola etajer presi al volo e ricomposti giusto in tempo, prima che gli operai la caricassero sul camion destinazione boh...
g) pianta in primo piano + ficus + agave sulla sinistra prese quasi morte e rinsecchite e rivitalizzate con acqua, fertilizzanti, cure ed amore di precari.

L'angolo descritto è visitabile, previa prenotazione, presso l'ufficio di qui...

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domenica, 12 novembre 2006

NOI DORMIAMO SONNI (quasi) TRANQUILLI

La pubblicazione della notizia relativa all'approvazione in Commisione XI Lavoro della Risoluzione Cordoni non ha altro scopo se non quello di fornire il nostro modesto contributo d'informazione ai precari tutti.
Seppur rientranti (al di là di qualsiasi disquisizione sui requisiti previsti dal comma 2 dell'art. 57 del DDL 1746 bis), noi Ltd dell'Agenzia del Territorio, a pieno titolo nel
piano di stabilizzazione che coinvolge circa 8 mila unità lavorative, riteniamo di non dover dimenticare la miriade di colleghi precari di altri enti che in questa finanziaria non intravedono veri spiragli.
Ricordiamo che, quandanche una Risoluzione non sia legge, la succitata comunque impegna il Governo:

a fornire al Parlamento, in tempi quanto più celeri, i dati relativi all'entità del fenomeno della precarietà nella P.A. elaborati dal Dipartimento della funzione pubblica, disaggregati in ragione delle diverse figure contrattuali praticate, nonché gli esiti del tavolo tecnico avviato con le parti sociali;

porre termine al ricorso a tali forme contrattuali, se non in casi assolutamente straordinari e circoscritti;

predisporre un piano pluriennale per la stabilizzazione complessiva, con la previsione di apposite forme di sostegno degli enti locali (in particolare i piccoli comuni);

ad attivarsi per prevedere procedure di assunzione diretta per quelle figure contrattuali che abbiano già superato procedure selettive con bandi pubblici;

ad adottare iniziative volte a prevedere forme di riconoscimento dei periodi di lavoro prestato, in ragione della anzianità maturata, con qualsiasi forma contrattuale, da far valere in occasione di procedure selettive, ad esclusione delle figure apicali di nomina politica;

avviare una severa verifica, anche con procedimento a campione, circa la reale rispondenza tra le concrete forme di utilizzazione di detti lavoratori e la natura giuridica dei contratti applicati.

Detto questo, per quanto riguarda noi, interessati dall'articolo 57 commi 2 e 3 del DDL 1746 bis, dobbiamo aspettare il 19 novembre pv, data si probabile approvazione della legge alla camera (o per i più frementi metà settimana, presumibile periodo di discussione del citato articolo 57 alla Camera).
Dovesse rimanere sostanzialmente invariato l'articolo 57, noi tipi sospesi, come da titolo dormiamo sonni abbastanza tranquilli ritenendo, fatti salvi piccoli dovuti dubbi, rientranti a pieno titolo nei "casi previsti da norme di legge" le procedure selettive attraverso le quali siamo stati avviati a questo nostro benedetto posto di lavoro.

Comunque, nel nostro piccolo, vigiliamo sempre.

Buona domenica a tutti

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sabato, 11 novembre 2006

La XI Commissione approva la risoluzione Cordoni n. 7-00058.

7-00058 Cordoni ed altri: Precariato nelle pubbliche amministrazioni.
(Seguito della discussione e conclusione - Approvazione).

Mercoledì 8 novembre 2006. - Presidenza del presidente Gianni PAGLIARINI. - Interviene il ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, Luigi Nicolais.

La Commissione prosegue la discussione rinviata, da ultimo, nella seduta del 18 ottobre 2006.

Il ministro Luigi NICOLAIS evidenzia che, come ha già avuto modo di affermare nel corso dell'audizione del 2 agosto scorso, il Governo segue con molta attenzione il tema del precariato che, assieme a quello del ringiovanimento del comparto della pubblica amministrazione, rappresenta una priorità della sua azione. Infatti, il fenomeno in questione, su cui condivide l'analisi dell'onorevole Cordoni, ha raggiunto dimensioni preoccupanti per l'entità ed il protrarsi della sua durata negli anni; elementi, questi, che stravolgono la ratio ispiratrice dell'istituto, quale strumento utile per far fronte ad esigenze straordinarie. Sottolinea peraltro che gran parte degli adempimenti richiesti nell'atto in esame sono già oggetto dell'azione del Governo; si è provveduto infatti ad inserire nel disegno di legge finanziaria disposizioni volte ad introdurre un importante processo finalizzato al progressivo riassorbimento delle sacche di precariato presenti nella Pubblica Amministrazione.
Si tratta di un piano di stabilizzazione che coinvolge circa 8 mila unità lavorative nel solo settore dell'Amministrazione centrale dello Stato a partire dal 2007 e 150.000 unità di personale del comparto scuola nel prossimo triennio. Immettere forze nuove e qualificate nell'amministrazione significa dare finalmente ai giovani un riconoscimento per gli anni trascorsi - tra mille sacrifici, con grande impegno, senza certezza sul futuro e spesso con retribuzioni mortificanti - al servizio dello Stato e delle sue istituzioni. Non si tratterà ovviamente di un processo ideologico, incontrollato e viziato da furbizie e sforamenti della spesa pubblica.
Le condizioni introdotte nella manovra sono chiare: per il 2007, saranno recuperati fondi per un importo pari a 280 milioni al fine di garantire la stabilizzazione di 8000 unità di personale precario. Il personale interessato alla stabilizzazione deve essere in possesso dei seguenti requisiti: essere in servizio a tempo determinato da almeno 3 anni, anche non continuativi, ed essere stato assunto mediante selezione concorsuale o altra selezione prevista da legge. Qualora le unità in attesa di stabilizzazione fossero state assunte a tempo determinato tramite selezione diversa, si rende necessario l'espletamento di apposite prove selettive.
Per i precari non in possesso del requisito del triennio è, comunque, prevista (articolo 57, comma 3) la possibilità di continuare a prestare servizio, in attesa che i posti da loro ricoperti vengano occupati da personale assunto a tempo indeterminato. Per gli anni 2008 e 2009 tutte le Amministrazioni dello Stato, compresi i Corpi di polizia e quello dei Vigili del fuoco, le agenzie e le agenzie Fiscali, limitatamente al personale non dirigente, possono provvedere a stabilizzare precari che abbiano conseguito 3 anni di anzianità di servizio e l'assunzione a termine tramite selezione concorsuale, nella misura del 40 per cento delle cessazioni di rapporti di lavoro dell'anno precedente, nonché ad assunzioni a tempo indeterminato nella misura del 20 per cento delle predette cessazioni.
Al fine di completare questo processo di stabilizzazione, egli ha inoltre proposto l'approvazione di un emendamento al disegno di legge finanziaria che ha intenzione di ripresentare nell'ulteriore corso dei lavori parlamentari e su ciò auspica il sostegno dei deputati della Commissione; tale emendamento prevede il riconoscimento del periodo di lavoro già prestato quale titolo valutabile nell'ambito delle procedure selettive necessarie per l'assunzione a tempo determinato. In particolare, la proposta dispone che per il triennio 2007-2009 le pubbliche amministrazioni, che procedono all'assunzione di personale a tempo determinato, nel bandire le relative prove selettive, riservino una quota del 50 per cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio.
Analogamente, per quanto concerne le specifiche esigenze del personale degli enti di ricerca, in considerazione delle specifica valenza strategia del settore nel contesto dello sviluppo economico e scientifico del Paese, segnala che il relatore per il disegno di legge finanziaria, su indicazione del Governo, ha presentato un emendamento volto a stabilizzare i ricercatori ed i tecnologi degli enti di ricerca; si implementano così tali professionalità e si riduce nel contempo l'elevato indice di invecchiamento della categoria rispetto al contesto europeo ed internazionale. A tal fine, è stato istituito un apposito fondo con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro per il 2007 e 30 milioni a decorrere dal 2008.
Per quanto concerne l'impegno contenuto nella risoluzione relativo alla previsione di apposite forme di sostegno per la stabilizzazione del personale degli enti locali e, in particolare, dei piccoli comuni, il Governo sta valutando la predisposizione di un emendamento al disegno di legge finanziaria, volto a ridurre i vincoli di spesa per il personale, previsti per tali enti. Pertanto, ritenendo ampiamente condivisibili gli impegni sollecitati dall'onorevole Cordoni nella risoluzione in esame, il Governo auspica che si possa trovare l'ampia convergenza di tutte le forze politiche sulle soluzioni da dare ad un problema di così ampia portata e di fondamentale rilevanza per il processo di rinnovamento della pubblica amministrazione.

Elena Emma CORDONI (Ulivo) ringrazia il Ministro per il suo intervento, che lascia intravedere interessanti possibilità di miglioramento delle iniziative finalizzate al processo di stabilizzazione dei rapporti di lavoro della pubblica amministrazione, già a partire dal disegno di legge finanziaria in esame, sul cui testo anche la XI Commissione aveva proposto proprie proposte di modifica nella medesima direzione. Osserva peraltro che, anche nel corso del suo esame da parte della Commissione bilancio, nonostante i limiti imposti dal ristretto tempo a disposizione, le modifiche inserite in tema di patto di stabilità, con riferimento ai tetti di indebitamento, tendono a prevedere più ampi margini di iniziativa, anche in materia di assunzioni di personale, per gli enti locali ed in particolare per i piccoli comuni. Evidenzia peraltro come i percorsi di stabilizzazione debbano comunque prevedere procedure garantiste, a partire da pubbliche e trasparenti selezioni, nel cui ambito è comunque opportuno attribuire opportuni riconoscimenti per le anzianità maturate con contratti di lavoro precario.
Chiede quindi al Ministro chiarimenti in ordine ai percorsi di stabilizzazione per i lavoratori socialmente utili e i lavoratori di pubblica utilità, per i quali occorre prevedere la proroga delle convenzioni che scadono alla fine dell'anno, tenendo presente che si tratta soprattutto di lavoratori delle regioni meridionali, in cui è più grave l'emergenza occupazionale. Invita altresì il Ministro a fornire delucidazioni in ordine alle procedure di stabilizzazione per i contratti di formazione lavoro, che riguardano personale qualificato che ha superato selezioni pubbliche.

Augusto ROCCHI (RC-SE) invita il Ministro a fornire chiarimenti in ordine ai percorsi di stabilizzazione per i lavoratori socialmente utili e i lavoratori di pubblica utilità, con particolare riferimento ai dipendenti dei centri per l'impiego, che collaborano allo svolgimento di un'importante funzione di interesse pubblico. Rilevato quindi come il Governo ed il Ministro del lavoro abbiano indicato tra le priorità della loro azione quella del superamento del precariato e della stabilizzazione dei rapporti di lavoro, ritiene debba essere evidenziato che proprio il settore pubblico, in qualità di datore di lavoro, è quello che fa registrare un più alto numero di contratti di lavoro precario: sottolinea pertanto come, per tale settore, non sia previsto un intervento organico finalizzato alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro, in analogia con quanto previsto per il settore privato attraverso il collegamento del taglio del cuneo fiscale alla sussistenza di rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Paola PELINO (FI) premette al suo intervento in merito alla risoluzione in esame una considerazione in risposta a quanto la risoluzione stessa ascrive in premessa, circa le politiche sul lavoro portate avanti dal precedente governo Berlusconi. L'obiettivo della riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta legge Biagi, era ed è quello di rispondere con concretezza e con sostegni veri alle esigenze di chi è senza occupazione, per i più svariati motivi: cioè alle esigenze dei giovani che, completati gli studi, chiedono un inserimento nel mondo del lavoro, alle necessità delle donne che spesso desiderano rientrare nel mercato del lavoro dopo l'esperienza della maternità, ai bisogni di quelle persone, non più giovani, che tuttavia non sono ancora in età pensionabile ed hanno voglia ed energie da spendere nel mercato del lavoro. Del resto, dati ISTAT alla mano, l'economia italiana finalmente è in crescita ed evidentemente questo dato rappresenta la differenza tra la gestione del governo Berlusconi e quello che lo precedeva. Seguire quindi l'impostazione della legge Biagi dovrebbe essere la logica di base in una fase politica come quella che l'Italia sta per attraversare, cioè una fase in cui l'annunciato aumento della pressione fiscale per tutti i cittadini comporta un irrigidimento anche del mercato del lavoro e quindi dell'espansione occupazionale.
Richiamando quindi l'audizione del presidente dell'ISTAT, svoltasi ieri in Commissione, a proposito delle riflessioni sulle trasformazionidel mercato del lavoro, trova assolutamente fondamentale quanto riportato a pagina 3 della relazione del professor Buggeri - depositata agli atti della Commissione - non solo circa il modo improprio di considerare certe tipicità lavorative, quanto anche circa le valutazioni espresse relativamente al rapporto tra temporaneità lavorativa e tutela contrattuale. Ebbene, la legge Biagi, contrasta con successo proprio i pericoli lì elencati, infatti le diverse opportunità che vengono offerte al lavoratore risultano finalmente tutte tutelate. Purtroppo, invece, nella premessa della risoluzione in esame, si suggerisce una lettura non oggettiva, né veritiera circa le opportunità lavorative che l'attuale legge mette in campo: si parla di lavoro precario inducendo a pensare a una tipologia di attività non regolamentata, non tutelata, di modesta durata e fine a sé stessa nell'arco di un esiguo spazio temporale. Ebbene così non è per il 90 per cento di coloro che hanno usufruito e possono usufruire di tutte quelle forme lavorative nuove messe in campo dalla riforma del lavoro attuata con successo dal Governo precedente. Senza entrare nel merito del complesso sistema di misure riferibili alla flessibilità nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, desidera evidenziare che la soluzione prospettata nel documento in esame non è certamente risolutiva per un problema che indubbiamente esiste e che nessuno vuole nascondere.
Il vero problema non attiene all'efficacia delle soluzioni tecniche che vengono indicate, sempre che siano effettivamente capaci di porre rimedio ad una problematica che vede coinvolti un totale di ben 4.604 enti (come si evince dai dati della Ragioneria generale dello Stato), in quanto il problema è più ampio, più profondo: investe il campo esistenziale della nostra società. A proposito dei dati relativi all'entità del fenomeno, esiste una recente tabella di riferimento che è scaturita da una indagine già portata avanti e ultimata da parte della Ragioneria dello Stato. Desidera quindi richiamare l'attenzione della Commissione su un aspetto che non si può ignorare, né sottovalutare: oggi, a venir meno non è il lavoro in quanto occupazione, ma il lavoro in quanto paradigma in cui si rintraccia e si individua lo sviluppo della società, la soddisfazione interiore dei lavoratore che ha percezione di essere una tessera importante nel mosaico futuro che sarà l'immagine della società del terzo millennio. Intende di conseguenza ribadire che solo attraverso quella serie concatenata di riforme discusse e attuate dal governo Berlusconi (cioè la riforma del mercato del lavoro, quella della scuola e dell'università, quella del sistema delle pensioni) si può raggiungere lo scopo a cui la nostra società moderna aspira: una qualità migliore della vita delle persone che lavorano e delle loro famiglie.
Le riforme appena menzionate non sono da considerarsi come tre interventi espletati per ansia di modifiche, ma come tre riforme indispensabili che insieme coprono tutto l'arco della vita delle persone e tutti possono constatare che queste tre fasi della vita sono radicalmente cambiate nel corso degli ultimi trent'anni. Il cambiamento che ci ha coinvolto e a cui oggi assistiamo è un mutamento generale del modus vivendi della società e interessa e coinvolge gli equilibri e le prospettive di sviluppo del nostro sistema Paese. Che accade nei diversi settori della società nei momenti di «crisi del lavoro»? Quali sono gli effetti sulla formazione di futuri gruppi dirigenti? Cosa accade alla nostra Italia in termini di confronto internazionale nel campo del lavoro? Queste sono le domande, a cui bisogna saper dare una risposta non retorica, ma efficace e produttiva.
La risoluzione oggi in esame, in effetti, cosa propone come soluzione ad un problema di fondo tanto ampio e coinvolgente come quello del lavoro? Questo documento che accende un riflettore sul precariato nella pubblica amministrazione, non sembra voglia tener conto del contesto in cui tale problematica è innestata. Si deve, a suo avviso, avere il coraggio di guardare alla realtà delle cose e la realtà indica chiaramente che la soluzione al problema è altrove. Nel nostro Paese il mercato lavoro, anche quello attinente alla tipologia presa in considerazione dalla risoluzione oggi in esame, è un mercato che chiede concretezza, agilità, lungimiranza, flessibilità e questo non significa mancanza di tutele legali, carenza di garanzie economiche, assenza di sviluppo e di crescita. Di fronte alle provocazioni del Governo, che non ha chiaro il senso dello sviluppo economico, un Governo che sostiene di agevolare le famiglie facendo pagare più tributi non solo alle imprese, ma praticamente a tutti i cittadini attraverso un macchinoso sistema di tassazione a «scatola cinese», un Governo che annuncia tagli ai contratti degli insegnanti di lingua inglese nelle scuole elementari e tagli di ben 19 mila unità circa del personale docente delle scuole superiori (a causa dell'innalzamento del rapporto alunni-classi), ebbene di fronte a questo tipo di pianificazione politica non c'è da stupirsi se viene indicata e sottoposta a esame una risoluzione che, confondendo i significati di flessibilità e precariato, ambisce a cancellare quest'ultimo nelle pubbliche amministrazioni attraverso negoziazioni sindacali, attraverso istituzioni di «tavoli tecnici» tesi a fornire ancora una volta i dati della problematica in questione, attraverso verifiche a campione circa le concrete forme di utilizzo dei lavoratori e la natura giuridica dei contratti loro applicati.
Occorre piuttosto procedere bandendo nuovi concorsi ma lasciando un elevato numero di posti disponibili per coloro che hanno già acquisito esperienza nella Pubblica Amministrazione e che quindi è giusto possano percorrere una corsia preferenziale per la stabilizzazione del loro lavoro. Concludendo, per le ragioni illustrate, dichiara voto contrario sulla risoluzione in esame ed afferma con forza che bisognerebbe invece portare avanti con decisione, senza soggiacere a devianti pregiudizi, quanto già intrapreso dal precedente Governo al fine di vedere crescere ancora e maggiormente l'economia, calare la disoccupazione e soprattutto, come ho già accennato, vedere finalmente il nostro Paese recuperare totalmente quel senso di fiducia nelle proprie peculiari caratteristiche che si esplicano nel lavoro, nella creatività, nell'ingegno, nell'adattabilità, tutte prerogative, cioè, che con un certo orgoglio ci rendono noti, apprezzati e distinguibili in tutto il mondo.

Antonino LO PRESTI (AN) dichiara che il suo gruppo non parteciperà alla votazione sulla risoluzione in esame, pur condividendo in generale l'obiettivo della stabilizzazione dei rapporti di lavoro, in quanto la risoluzione medesima non affronta in maniera soddisfacente la questione, basandosi su un'ottica pregiudiziale e su errati dati di riferimento. Rilevato a tale proposito come la confusione risulti acuita dopo l'intervento del Ministro, che ha fornito dati differenti da quelli presentati nella risoluzione per quanto riguarda il numero dei lavoratori precari della scuola, sottolinea come sarebbe innanzitutto opportuno fondare la riflessione su dati certi. Evidenzia infatti come il tema in esame non possa essere affrontato con superficialità, tenendo comunque presente che non potrà essere la legge finanziaria a fornire una risposta definitiva sui problemi della precarietà, considerate le divisioni interne alla maggioranza che rendono estremamente precari gli equilibri del Governo. Sottolinea quindi l'esigenza del rispetto della verità, non potendosi attribuire al passato governo di centrodestra l'esponenziale crescita del precariato, tenuto presente che fu il primo governo Prodi ad introdurre il blocco del turn over nelle pubbliche amministrazioni, da cui scaturì poi un disinvolto ricorso a contratti di lavoro precario da parte degli amministratori locali, cui si sta ora cercando di porre rimedio, ad esempio nella regione siciliana. Evidenzia infine come non venga affrontata nella risoluzione la questione centrale delle esigenze di flessibilità nella pubblica amministrazione, rispetto alla quale occorre prevedere opportuni miglioramenti ma non certamente la soppressione di utili istituti previsti dalla normativa vigente.

Alberto BURGIO (RC-SE) invita il Ministro a chiarire se, nell'ambito delle proposte di modifica che il Governo sta predisponendo, con particolare riferimento all'articolo 57, comma 2, del disegno di legge finanziaria, si prevedano possibilità di stabilizzazione anche per i titolari di contratti di lavoro precario che tuttavia non possiedano il requisito relativo alla soglia temporale dei tre anni. Pur essendo infatti comprensibile l'esigenza dell'indicazione di un limite temporale, ritiene che non sia opportuna un'eccessiva rigidità al riguardo, che risulterebbe particolarmente penalizzante per i lavoratori eventualmente esclusi soltanto per pochi giorni: propone pertanto che, per tali categorie di lavoratori, si possano sin da ora prevedere successivi percorsi di stabilizzazione.

Gianni PAGLIARINI, presidente, osserva come, a prescindere dal dibattito generale relativo alla flessibilità ed alla precarietà nel mercato del lavoro, su cui ci si dovrà opportunamente soffermare in altra sede, l'obiettivo perseguito con la risoluzione in esame è la sensibilizzazione e sollecitazione del Governo per costruire un più significativo percorso di stabilizzazione nell'ambito del pubblico impiego. Sottolineato come tale settore sia caratterizzato da proprie specificità, rispetto al lavoro privato, a causa del forte nesso tra blocco delle assunzioni e necessità di erogare servizi ai cittadini che ha determinato il ricorso a rapporti di lavoro precario, evidenzia come il disegno di legge finanziaria per il 2007 compia uno sforzo significativo di stabilizzazione nel comparto della scuola, di carattere strutturale, ma più limitato nel resto del pubblico impiego. Rileva pertanto l'opportunità di procedere su un percorso di stabilizzazione in tutti i settori del pubblico impiego, offrendo innanzitutto certezze rispetto al rischio del lavoratore di perdere il proprio posto di lavoro.
Ricordato quindi come, nell'ambito della pubblica amministrazione, vadano distinte le amministrazioni centrali da quelle del sistema delle autonomie locali, ritiene che, riguardo a queste ultime, debba essere incrementato il loro spazio di autonomia perché possano essere individuati differenziati percorsi di stabilizzazione nell'ambito del patto di stabilità. Sottolinea infine come le possibilità previste dalla finanziaria non corrispondano a garanzie sufficienti per la stabilizzazione dei contratti di formazione lavoro, di cui è titolare personale qualificato e selezionato, che ha seguito specifici percorsi formativi.

Emilio DELBONO (Ulivo) dichiara il voto favorevole del suo gruppo sulla risoluzione in esame, osservando come, a prescindere dalle premesse e dai dati citati, su cui ha sollevato argomentazioni critiche il deputato Lo Presti, la parte da considerare più significativa è quella dei vari punti del dispositivo di impegno al Governo, che appaiono interamente condivisibili. Sottolinea infatti come sia indubbiamente necessario acquisire in tempi celeri i dati relativi all'entità del fenomeno delle precarietà nella pubblica amministrazione, per avere un quadro sulla cui base predisporre un piano pluriennale finalizzato alla stabilizzazione complessiva, considerato che certamente non si potrà risolvere definitivamente il problema già con la legge finanziaria per il prossimo anno. Risulta altresì necessario individuare percorsi di stabilizzazione nel cui ambito vi siano forme di riconoscimento dei periodi di lavoro prestato e dell'anzianità maturata, da far valere in occasione di procedure selettive ed infine verificare la corrispondenza tra l'utilizzazione di alcuni tipi di contratti e le mansioni svolte dal lavoratore, in quanto in tale ambito si verificano gravi distorsioni.
Ribadisce infine come l'obiettivo della risoluzione in esame sia sostenere l'azione intrapresa dal Governo finalizzata alla stabilizzazione dei rapporti di lavoro nella pubblica amministrazione, avendo consapevolezza che non tutti i relativi problemi potranno essere risolti con la legge finanziaria per il 2007.

Simone BALDELLI (FI) ritiene che la discussione della risoluzione in esame sia indicativa del clima politico interno alla maggioranza, caratterizzato da profonde divisioni, per il quale anche un'eventuale fiducia sul disegno di legge finanziaria sarebbe probabilmente soltanto formale ma non sostanziale. Evidenziato come la Commissione abbia avviato un proprio percorso di approfondimento sui temi della precarietà, attraverso lo svolgimento di una specifica indagine conoscitiva, nel cui ambito pervenire ad una opportuna differenziazione tra i diversi concetti di flessibilità e precarietà, osserva che già l'audizione dei rappresentanti dell'ISTAT ha fornito elementi chiarificatori, essendo emerso che l'emergenza precarietà non sussiste, riguardando i contratti a termine una quota limitata del mercato del lavoro. Condivisibile appare quindi soltanto l'ultimo punto del dispositivo della risoluzione, in relazione all'esigenza di una corrispondenza tra la natura giuridica dei contratti applicati e le concrete forme di utilizzazione dei lavoratori, dovendosi favorire un corretto e trasparente funzionamento dei rapporti di lavoro nell'ambito della pubblica amministrazione. Precisa peraltro, a tale riguardo, che a suo avviso è lecito ed opportuno che la pubblica amministrazione utilizzi contratti di lavoro a termine per garantirsi la necessaria flessibilità. Rileva peraltro come non possa considerarsi corretta la modifica delle regole in corso d'opera, che avviene sovente negli enti locali attraverso periodiche sanatorie dei rapporti di lavoro precario, considerato che la via maestra per le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni è il concorso. D'altro canto, deve essere superato il concetto del lavoro pubblico come posto fisso, differenziato dalla realtà del lavoro privato, e occorre accrescere la competitività anche nell'ambito pubblico: ad esempio, per la fornitura dei servizi, si deve operare in un'ottica di sussidiarietà, lasciando al pubblico soltanto i servizi che non possono essere forniti dai privati.
Ribadisce infine l'ambiguità che caratterizza la maggioranza, in maniera particolarmente evidente proprio riguardo alla politica di stabilizzazione dei rapporti di lavoro, considerato che, mentre il Ministro del lavoro non appare in grado di dire una parola chiara in proposito, sottosegretari e ministri hanno manifestato in piazza per sollecitare una modifica del disegno di legge finanziaria, che è atto tipico del Governo.

Gianni PAGLIARINI, presidente, precisa che il Ministro del lavoro ha annunciato che, a partire dal prossimo mese di gennaio 2007, verrà avviato un ampio confronto tra le parti sociali e politiche sulle tematiche del lavoro.

Angelo COMPAGNON (UDC), rispondendo al deputato Delbono, osserva che anche le premesse della risoluzione devono essere considerate parte di essa e ne costituiscono anzi parte significativa: ritiene pertanto che il giudizio sulla risoluzione stessa attenga al complesso del suo contenuto, sul quale preannuncia voto contrario. Sottolinea quindi come il problema del precariato sia molto serio ma debba essere considerato innanzitutto prioritario l'obiettivo del lavoro: ritiene che a tale proposito dovrebbe pronunciarsi chiaramente il Ministro del lavoro, che tuttavia non appare nelle condizioni di farlo. Sottolineato quindi come la risoluzione contenga una posizione pregiudizialmente contraria alla legge Biagi, evidenziando la diversità di visione della società e del Paese tra maggioranza e opposizione, ritiene che la risoluzione medesima non sia lo strumento adeguato per un sereno approfondimento della questione del precariato e rappresenti invece un documento politico di parte: ribadisce pertanto il voto contrario del suo gruppo.

Il ministro Luigi NICOLAIS, rispondendo al deputato Burgio, precisa che il riferimento alla soglia dei tre anni è dovuto alla previsione legislativa della durata massima dei contratti a termine; osserva peraltro che anche i lavoratori con un contratto della durata di tre anni che scadrà in futuro potranno rientrare nel personale beneficiario dei processi di stabilizzazione. Chiarisce altresì che la proroga delle convenzioni per i lavoratori socialmente utili è di competenza del Ministro del lavoro. Quanto ai contratti di formazione lavoro, cui, nell'ambito della pubblica amministrazione, ricorrono soltanto gli enti pubblici non economici, precisa che anche tale tipo di contratti rientrerà nei percorsi di stabilizzazione.
Ribadisce infine che, con il disegno di legge finanziaria in esame, terminerà il regime di blocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e si avvierà un processo nel cui ambito su dieci pensionamenti vi saranno sei assunzioni con concorso pubblico, di cui due assunzioni riguarderanno la stabilizzazione di lavoratori precari: precisa infine che il processo di stabilizzazione dei lavoratori della pubblica amministrazione si svilupperà nel corso dell'intera legislatura.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la risoluzione Cordoni n. 7-00058.

sempre camera.it

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Piccola nota di servizio

La Camera dei Deputati è ferma all'esame dell'articolo 6 del DDL 1746-bis. I lavori, attualmente sospesi, riprenderanno domenica alle ore 20.00.

Felice week end a tutti...

Post scriptum: a proposito, cos'è la felicità?

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giovedì, 09 novembre 2006

EMENDAMENTI AI COMMI 2 E 3 DELL'ART. 57 IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA

   Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: a domanda

      Conseguentemente: che ne faccia istanza

           al medesimo periodo, sopprimere le parole:

          al medesimo periodo, aggiungere, in fine, le parole: ,nel limite dei posti disponibili in organico di ogni singola amministrazione interessata.

          sopprimere il secondo, terzo e quarto periodo.
*57. 17.    (ex 57. 123.) Peretti, Zinzi.

      Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: a domanda

      Conseguentemente: che ne faccia istanza

           al medesimo periodo, sopprimere le parole:

          al medesimo periodo, aggiungere, in fine, le parole: ,nel limite dei posti disponibili in organico di ogni singola amministrazione interessata.

          sopprimere il secondo, terzo e quarto periodo.
*57. 18.    (ex 57. 163.) Nardi.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: non dirigenziale aggiungere le seguenti: ,inclusi i dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della salute.

      Conseguentemente al comma 5, dopo le parole: nel limite di un contingente di personale non dirigenziale aggiungere le seguenti: ,inclusi i dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della salute.
57. 19.    (ex 57. 77. ) Giudice, Baiamonte.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: non dirigenziale, aggiungere le seguenti: fatti salvi i dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della salute,.
57. 20.    (ex 57. 62.) Minardo.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: in servizio aggiungere le seguenti: nell'anno 2006, compreso il personale militare.
57. 21.    (ex 57. 159.) Pinotti.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: in servizio aggiungere le seguenti: nell' anno 2006.
57. 22.    (ex 57. 157.) Ascierto.

      Al comma 2, primo periodo, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: almeno tre anni con le seguenti: almeno cinque anni.
57. 23.    (ex 57. 53.) Angelino Alfano, Marinello.

      Al comma 2, primo periodo, sostituire, ovunque ricorrano, le parole: almeno tre anni con le seguenti: almeno diciotto mesi.
57. 24.    (ex 57. 164.) Barani, Del Bue, Nardi.

      Al comma 2, primo periodo, sostituire ovunque ricorrano le parole: almeno tre anni con le seguenti: almeno trenta mesi.
57. 25.    (ex 57. 145.) Oliva, Lo Monte, Neri, Rao, Reina.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: almeno tre anni, ovunque ricorrano, aggiungere le seguenti: in pubbliche amministrazioni.
57. 61.    (ex 57. 26.) Chianale, Merlo, Di Salvo, Provera.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: non continuativi aggiungere le seguenti: o con altre forme di rapporto di lavoro flessibile da almeno due anni e sei mesi, anche non continuativi, nell'ultimo triennio.
57. 26.    (ex 57. 91.) D'Elpidio, Fabris.

      Al comma 2, primo periodo, dopo le parole: presente legge aggiungere le seguenti: o che sia in servizio alla data del 29 settembre 2006,con contratto a tempo determinato di durata triennale ed abbia svolto servizio per almeno un anno alla medesima data del 29 settembre 2006.
57. 27.    (ex 57. 20.) Rotondo.

      Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: o previste da norme di legge.
57. 28.    (ex 57. 55.) Garavaglia, Fugatti, Filippi, Bodega.

      Al comma 2, secondo periodo, dopo le parole: procedure diverse, aggiungere le seguenti: nonché del personale di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, in servizio al 31 dicembre 2006.
57. 29.    (ex 57. 23.) Ascierto, Alberto Giorgetti, Gamba, Gasparri, Menia, Zacchera, Cossiga.

      Al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: di cui al presente comma, aggiungere le seguenti: e prioritariamente del personale di cui all'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, in servizio al 31 dicembre 2006,.
*57. 30.    (ex 57.177 e 57. 158.) Pinotti.

      Al comma 2, terzo periodo, dopo le parole: di cui al presente comma, aggiungere le seguenti: e prioritariamente del personale di cui all'articolo 23, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, in servizio al 31 dicembre 2006,.
*57. 31.    (ex 57. 156.) Ascierto.

      Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

      2-bis. Successivamente alla stabilizzazione del personale in servizio a tempo determinato di cui al comma 2, nei limiti delle disponibilità finanziarie residue, le Università nonché gli enti e le istituzioni di ricerca, procederanno, con le stesse modalità e sulla base dei medesimi requisiti di servizio, alla stabilizzazione del personale con altre tipologie di contratto.
57. 32.    (ex 57. 152.) De Simone, Folena, Andrea Ricci.

      Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

      2-bis. Per l'anno 2007, a valere sul fondo di cui al comma 96 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311 e, per gli anni 2008 e 2009, a valere sul fondo di cui al comma 6, i Comuni, secondo le modalità e i criteri di riparto da definirsi in sede di Conferenza unificata, possono procedere alla stabilizzazione del personale non dirigenziale precario secondo i criteri di cui al comma 2.
57. 33. (ex 57. 75. ) Osvaldo Napoli.

      Dopo il comma 2, aggiungere il seguente:

      2-bis. Il Ministero della difesa è autorizzato, entro il limite di spesa di 1 milione di euro per l'anno 2007 e di 1 milione di euro per l'anno 2008, a bandire concorsi straordinari per il passaggio in servizio permanente, riservati agli ufficiali in ferma prefissata dell'Arma dei carabinieri, frequentatori del 1o, del 2o, del 3o, del 4o e del 5o corso allievi ufficiali in ferma prefissata ausiliari del ruolo speciale e del ruolo tecnico-logistico dell'Arma dei carabinieri, e che hanno terminato o termineranno, senza demerito, entro l'anno 2007 il medesimo corso.

      Conseguentemente, all'articolo 120, sostituire le parole: 5 milioni di euro con le seguenti: 4 milioni di euro.
57. 34.    (ex 57. 44.) Ascierto, Alberto Giorgetti.

      Sostituire il comma 3 con il seguente:

      3. Le modalità di assunzione di cui al comma 2 trovano applicazione anche nei confronti del personale dì cui all'articolo 1, commi da 237 a 242, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in possesso dei requisiti previsti dal citato comma 2, ivi inclusi i dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della salute, fermo restando il relativo onere a carico del fondo previsto dall'articolo 1, comma 251, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, fatto salvo, per il restante personale, quanto disposto dall'articolo 1, comma 249, della stessa legge n. 266 del 2005.
57. 35.    (ex 57. 61.) Minardo.

      Al comma 3, aggiungere, in fine, il seguente periodo: I requisiti previsti dal comma 2 si applicano anche per la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato presso la Commissione di vigilanza sulle forme pensionistiche complementari di cui all'articolo 18 del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, ferma restando la copertura dei relativi oneri con le risorse previste dall'articolo 13, comma 2, della legge 8 agosto 1995 n. 335, dall'articolo 59, comma 39, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, dall'articolo 16, comma 2, lettera b), del citato decreto legislativo n. 252 del 2005 e dall'articolo 1, comma 65, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
57. 36.    (ex 57. 38. ) Musi.

      Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

      3-bis. Sono fatte salve le esigenze del Ministero della giustizia - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria - per il quale il personale assunto a tempo determinato, al sensi dell'articolo 1, comma 238, della legge 23 dicembre 2005, n.266, deve avere conseguito, alla data del 31 dicembre 2006, una anzianità di almeno due anni. L'Amministrazione Penitenziaria può continuare ad avvalersi dei personale di cui al presente comma nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione.
57. 37.    (ex 57. 124.) Mazzoni, Peretti, Zinzi.

      Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:

      3-bis. Al fine di potenziare l'attività di sorveglianza nelle aree naturali protette di rilievo internazionale e nazionale, ai sensi dell'articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, il Corpo forestale dello Stato è autorizzato ad assumere, a decorrere dal 1o gennaio 2007, in deroga all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, 166 idonei non vincitori del concorso pubblico per 500 allievi agenti forestali svolto in attuazione dell'articolo 1, comma 2, della legge 27 marzo 2004, n. 77. Al relativo onere, pari a 2,2 milioni di euro per l'anno 2007 ed a 5,24 milioni di euro a decorrere dall'anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4, comma 7, della legge 6 febbraio 2004, n. 36, relativamente ai fondi di cui al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
57. 38.    (ex 57. 96.) Cesini, Violante, Sgobio, Zucchi, Servodio, Pertoldi, Lion, Lombardi, Sperandio, Franci, Fundarò, Adenti, Maderloni, Florio, Napoletano.

camera.it

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mercoledì, 08 novembre 2006

La V Commissione permanente (Bilancio, tesoro e programmazione), il 4 novembre 2006, ha deliberato di riferire favorevolmente sul disegno di legge n. 1747, nel testo del Governo, e sul disegno di legge n. 1746-bis. In pari data la Commissione ha chiesto di essere autorizzata a riferire oralmente.

La Commissione non ha apportato modificazioni all'articolo 57 del disegno di legge 1746 bis (legge finanziaria).

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martedì, 07 novembre 2006

LA MANOVRA ALLA CAMERA, CIRCA 4000 GLI EMENDAMENTI

ROMA - Nell'Aula della Camera si svolge la discussione generale sulla legge Finanziaria. In Aula il governo è rappresentato dal viceministro dell'Economia Vincenzo Visco. Gli emendamenti alla Finanziaria presentati all'Aula della Camera "dovrebbero essere circa 4.000". Lo riferisce il relatore Michele Ventura, aggiungendo che la maggioranza sta lavorando per ridurre le sue proposte di modifica. Governo e relatore definiranno gli emendamenti da presentare, sulla base di quanto era già stato fatto in Commissione. La maggioranza dovrebbe quindi concentrarsi su pochi altri temi e ci sarà sostanzialmente per la maggior parte degli emendamenti dei parlamentari dell'Unione "un invito al ritiro", dice Ventura.

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lunedì, 06 novembre 2006

ALCUNI EMENDAMENTI PRESENTATI ALLA COMMISSIONE V BILANCIO

Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Per l'anno 2007, una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 1 è destinata alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che conseguano tale requisito in virtù di contatti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data dell'entrata in vigore della presente legge, purchè sia stato assunto con norme previste di legge o mediante procedure selettive di natura concorsuale, nel limite dei posti disponibili in organico di ogni singola Amministrazione interessata.
*57. 123.Peretti, Zinzi.

Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Per l'anno 2007, una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 1 è destinata alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che conseguano tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data del 29 Settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data dell'entrata in vigore della presente legge, purché sia stato assunto con norme previste di legge o mediante procedure selettive di natura concorsuale, nel limite dei posti disponibili in organico di ogni singola Amministrazione interessata.
*57. 163.Nardi

Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Per l'anno 2007 una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 1 è destinata alla stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale, fatti salvi i dirigenti delle professionalità sanitarie del Ministero della Salute, in servizio a tempo determinato da almeno tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtù di contratti stipulati anteriormente alla data dei 29 settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purché sia stato assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste da nonne di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede previo espletamento di prove selettive. Le amministrazioni possono continuare ad avvalersi del personale di cui al presente comma, nelle more della conclusione delle procedure di stabilizzazione. Le assunzioni di cui al presente comma sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.
57. 62. Minardo.

Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. Per l'anno 2007 una quota pari al 20 per cento del fondo di cui al comma 1 è destinato alla trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a tempo determinato a qualsiasi titolo instaurati per il personale non dirigenziale prima della data del 29 settembre 2006.
2-bis. A questa trasformazione si provvede con procedure selettive pubbliche non riservate, nelle quali costituisce titolo di preferenza, a parità di punteggio, il periodo di servizio di almeno tre anni anche non consecutivi presso l'Amministrazione, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge.
2-ter. Le assunzioni di cui al presente comma sono autorizzate secondo le modalità di cui all'articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni e integrazioni.
57. 39.Quartiani.

Al comma 2, primo periodo, sopprimere le parole: o previste da norme di legge.
57. 55.Garavaglia, Fugatti, Filippi, Bodega.

Al comma 2, terzo periodo, sostituire le parole: Le amministrazioni possono continuare ad avvalersi del personale, con le seguenti: Le amministrazioni continueranno ad avvalersi del personale.
57. 114.Diliberto, Sgobio, Pagliarini, Napoletano, Bellillo, Cancrini, Cesini, Crapolicchio, De Angelis, Galante, Licandro, Pignataro, Soffritti, Tranfaglia, Vacca, Venier.

Apportare le seguenti modifiche:
a) al comma 2, secondo periodo, le parole: «possono continuare» sono sostituite dalle: «continuano»;
b) dopo il comma 7, è inserito il seguente:
7-bis. Per il triennio 2007-2009 le pubbliche amministrazioni indicate al comma 4, che procedono all'assunzione di personale a tempo determinato, nei limiti ed alle condizioni: previste dal comma 1-bis dell'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165, nonché dal comma 12, nel bandire le relative prove selettive riservano una quota del 50 per cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio;
c) al comma 10, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Il termine di validità di cui all'articolo 1, comma 100, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, è prorogato al 31 dicembre 2008».
d) Al comma 14 capoverso 4-quater le parole: «degli addetti alla sicurezza" sono sostituite dalle seguenti: "del personale»;
e) Dopo il comma 14, è aggiunto il seguente:
14-bis. - Le assunzioni autorizzate per l'anno 2006 con decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 maggio 2006, n. 117,
possono essere effettuate entro il 30 aprile 2007.

RELAZIONE

Con il comma 7-bis si avvia un processo finalizzato alla progressiva eliminazione dei contratti di lavoro parasubordinato stipulati dalle pubbliche amministrazioni, indicate al comma 4 del medesimo articolo, che hanno prodotto un eccessivo aumento di spesa e creato aspettative di stabilizzazione di soggetti che, per natura stessa del contratto stipulato, sono e rimangono esterni alle amministrazioni. La natura della disposizione è straordinaria e destinata a concludere la propria portata in considerazione del fatto che l'articolo 32 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito in legge, con modificazioni, dall'articolo 1, della legge 4 agosto 2006, n. 248, ha dettato stringenti presupposti di legittimità per il ricorso alle collaborazioni coordinate e continuative rendendo impossibile l'attivazione di tali contratti per attività aventi carattere di subordinazione.
La modifica al comma 10, estendendo l'ultrattività delle graduatorie concorsuali del settore pubblico anche al 2008, consentirebbe di procedere alle assunzioni autorizzate dall'articolo 57 anche attingendo a dette graduatorie, la cui validità altrimenti si esaurirebbe in base alla legislazione oggi vigente, il 31 dicembre 2007. Con questa possibilità ulteriore, alla quale ciascuna amministrazione potrebbe volta per volta liberamente ricorrere in alternativa all'indizione di nuovi concorsi, si otterrebbero fra l'altro gli intuitivi risparmi di spesa derivanti dal consequenziale mancato svolgimento di nuove procedure selettive.
L'emendamento al comma 14 in esame proroga al 30 aprile 2007 il termine entro il quale le amministrazioni possono procedere alle assunzioni autorizzate per l'anno 2006 in forza del decreto del Presidente della Repubblica 28 aprile 2006 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 22 maggio 2006, n. 117).
57. 184. Il Governo.

All'articolo 57 è aggiunto il seguente comma:
«2-bis. Per l'anno 2007, per le specifiche esigenze degli Enti di ricerca, è costituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito fondo, destinato alla stabilizzazione di ricercatori e tecnologi in possesso dei requisiti di cui al comma 2, con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro per l'anno 2007 e a 30 milioni di euro, a decorrere dall'anno; 2008. All'utilizzo del predetto fondo si provvede con DPCM da adottare, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri , sentito le amministrazioni vigilanti, su proposta della PCM- Dipartimento della funzione pubblica di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Conseguentemente, nella tabella A, sotto la voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
2007 - 20.000;
2008 - 30.000;
2009 - 30.000.

RELAZIONE

In considerazione della specifica valenza strategica che assume il settore della ricerca nei contesto dello sviluppo economico e scientifico del Paese, la proposta emendativa è diretta a stabilizzare i ricercatori degli Enti di ricerca, implementando tali professionalità e riducendo nel contempo l'elevato indice di invecchiamento della categoria rispetto al contestò europeo ed internazionale.
Si tratta di un intervento aggiuntivo rispetto a quanto previsto dall'articolo 70, che consentirà di utilizzare stabilmente qualificate professionalità selezionate a seguito di procedure concorsuali.
57. 183. Il Relatore.

Subemendamenti all'emendamento 57. 183 del relatore Sostituire le parole da: 20 milioni di euro fino a 2008 con le seguenti: 40 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008, 2009. Conseguentemente alla Tabella A di cui all'articolo 216, comma 1, alla voce relativa al Ministero dell'Economia e Finanza è apportata la seguente variazione: ridurre l'accantonamento del Ministero dell'Economia e delle finanze di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
0. 57. 183. 1. Garavaglia, Fugatti, Filippi.

All'articolo 57 è aggiunto il seguente comma:
«2-bis. Per l'anno 2007, per le specifiche esigenze degli Enti di ricerca, è costituito, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, un apposito fondo, destinato alla stabilizzazione di ricercatori e tecnologi in possesso dei requisiti di cui al comma 2, con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro per l'anno 2007 e a 30 milioni di euro, a decorrere dall'anno; 2008. All'utilizzo del predetto fondo si provvede con DPCM da adottare, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri , sentito le amministrazioni vigilanti, su proposta della PCM- Dipartimento della funzione pubblica di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Conseguentemente, nella tabella A, sotto la voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
2007 - 20.000;
2008 - 30.000;
2009 - 30.000.

RELAZIONE

In considerazione della specifica valenza strategica che assume il settore della ricerca nei contesto dello sviluppo economico e scientifico del Paese, la proposta emendativa è diretta a stabilizzare i ricercatori degli Enti di ricerca, implementando tali professionalità e riducendo nel contempo l'elevato indice di invecchiamento della categoria rispetto al contestò europeo ed internazionale.
Si tratta di un intervento aggiuntivo rispetto a quanto previsto dall'articolo 70, che consentirà di utilizzare stabilmente qualificate professionalità selezionate a seguito di procedure concorsuali.
57. 183. Il Relatore.

Postato da: nuDear a 19:08 | linka questo post | commenti (1) |